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Camaldoli,

Il nome Camaldoli deriva dal nome del Conte aretino Maldolo, il quale si dice abbia dato in donazione un vastissimo terreno ad un monaco benedettino, San Romualdo, colui che fondò l’ordine monacale Camaldolese. San Romualdo, proprio su questo terreno, edificò L’Eremo di Camaldoli. Tutto il Sacro eremo di Camaldoli e il Monastero sono collocati all’interno di un meraviglioso contesto naturale, all’interno delle cosi dette Foreste Camaldolesi.

Comune diPoppi
ProvinciaArezzo

Il nome Camaldoli deriva dal nome del Conte aretino Maldolo, il quale si dice abbia dato in donazione un vastissimo terreno ad un monaco benedettino, San Romualdo, colui che fondò l’ordine monacale Camaldolese. San Romualdo, proprio su questo terreno, edificò L’Eremo di Camaldoli. Tutto il Sacro eremo di Camaldoli e il Monastero sono collocati all’interno di un meraviglioso contesto naturale, all’interno delle cosi dette Foreste Camaldolesi.

Il complesso monastico di Camaldoli ebbe anch’esso origine nell’XI sec dalla riorganizzazione promossa da san Romualdo di una preesistente posta di viaggio situata nei pressi di un’antica strada, probabilmente romana, che dalla via Flaminia Minor portava in Romagna. Anche a questo luogo è legata la leggendaria figura del conte Maldolo il quale avrebbe donato ai monaci un castello situato nel luogo dove attualmente sorge il monastero. Il cenobio, come ci appare oggi, si sviluppa in tre chiostri principali e risale per lo più al XV secolo. Particolarmente interessanti risultano gli ambienti della farmacia, costruita nel XVI secolo, ma che era già pre­sente nel monastero sin dal 1046, anno in cui i monaci vi fondarono l’ospedale. La chiesa occupa una posizione centrale, presenta un interno di stile barocco dove si trovano cinque tavole dipinte da Giorgio Vasari.

Storia

Il monastero fin dal passato ha rappresentato anche un importante centro culturale, soprattutto nell’Umanesimo, quando ospitava i più importanti filosofi e letterati fiorentini tra cui Cristoforo Landino, Marsilio Ficino e Lorenzo e Giuliano de’ Medici. Tra le opere più importanti presenti all’interno della Chiesa vi sono le rinomate tele di Giorgio Vasari. Sull’altare maggiore è posta la tavola che rappresentala deposizione della Croce; nel punto dove si affaccia il coro del monastero, proprio sulla navata è possibile visionare altre due importanti tele, una delle quali rappresenta San Donato e un’altra San Ilariano. Particolare è la rappresentazione della Vergine in trono, sullo sfondo della quale è visibile un bellissimo paesaggio raffigurante il monastero e l’Eremo esattamente come si mostravano nel seicento. Dal Monastero partono due ripide strade asfaltate che portano all'Eremo. Il percorso pedonale sale fra la foresta di abeti e faggi fino a 1111 m di altezza. Gli eremiti presenti vivono in celle non visitabili, mentre è aperta al pubblico la cella di San Romualdo, dove visse il Santo fondatore, che consiste come le altre, di una costruzione ad un piano, con orticello antistante cinto da mura, portichetto, vestibolo, camera, studiolo, oratorio, legnaia e bagno.

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